ERNIA DEL DISCO

Dott. Francesco Sasso

Ortopedico specialista in patologie vertebrali

Per ernia del disco si intende la fuoriuscita della porzione centrale del disco intervertebrale (nucleo polposo formato da sostanza gelatinosa composta per il 90% da acqua) attraverso le fibre dell’anello fibroso che lo contiene. Colpisce principalmente il rachide lombare, più raramente il rachide cervicale, mentre la sede dorsale è di rara osservazione.

CAUSE, ernia del disco

L’ernia del disco è causata da fattori costituzionali (predisposizione genetica con elevata familiarità)associati al verificarsi di fattori di rischio ambientali: frequente mobilizzazione di carichi, frequenti piegamenti anteriori e/o in torsione, attività lavorativa pesante, esposizione a vibrazioni, esposizione a traumi e/o  microtraumi ripetuti, prolungato utilizzo di autovettura, sedentarietà, fumo, gravidanza.

QUADRO CLINICO

I sintomi di ernia del disco sono classificati tra locali (ossia al tratto di rachide sede della patologia) e periferici (da compressione mielo-radicolare).

I sintomi locali sono rappresentati quindi da lombalgia (ernia lombare) o cervicalgia (ernia cervicale), acuta o cronica ma più smesso a crisi ricorrenti, associata a ridotta mobilità vertebrale, deviazione antalgica del rachide, con dolorabilità alla digitopressione in regione paravertebrale.

I sintomi periferici sono indicativi della sede anatomia dell’ernia del disco, con dolore irradiato lungo il decorso della radice nervosa coinvolta: cervicobrachialgia per ED cervicale (dolore irradiato dal collo all’arto superiore), lombocruralgia (dalla schiena alla faccia anteriore di coscia) per ED che comprime le radici L3 o L4, lombosciatalgia (dalla schiena alla faccia posterolaterale di coscia e gamba) per ED che comprime le radici L5 o S1. In caso di compressione severa e/o prolungata di una radice nervosa, si osserverà una fase deficitaria con perdita di funzione della radice nervosa coinvolta sia in termini di sensibilità (ipoestesie, parestesie tipo formicolio, disestesie tipo scossa elettrica) che di forza (ipostenia) che potrà esitare in una fase paralitica con completa impotenza funzionale dei muscoli colpiti.In caso di ED cervicale o dorsale che comprime il midollo spinale, si osserveranno i sintomi tipici di mielopatia (paresi spastica agli arti superiori e inferiori, perdita del controllo delle funzioni urinaria e fecale, disfunzione sessuale).

DIAGNOSI

Il sospetto diagnostico di un’ernia del disco è suggerito dall’anamnesi del paziente e dai segni clinici riscontrati all’esame obiettivo. La risonanza magnetica nucleare (RMN) del rachide è l’esame di scelta per la conferma diagnostica. Se eseguito con una macchina ad alto campo (1.5 Tesla almeno) consente di definire accuratamente la sede della patologia e i rapporti con le strutture nervose mielo-radicolari.

TERAPIA per ernia del disco

Il trattamento conservativo è sempre indicato nelle prime fasi di un’ernia del disco. Si avvale di terapie farmacologiche (miorilassanti, antinfiammatori, corticosteroidi, analgesici, neurotrofici) e di metodiche di terapia fisica e riabilitativa.

Il trattamento chirurgico è riservato in caso di fallimento di terapia conservativa per 4-8 settimane o in caso di deficit neurologico (significativo o progressivo). La tecnica di scelta è una decompressione radicolare con erniectomia e discectomia mediante approccio mini-invasivo, reso possibile dall’utilizzo del microscopio operatorio.